29 maggio 2011

Auguri Amnesty

The Observer  - 28 maggio 1961
«Aprite il vostro giornale ogni giorno della settimana e troverete la notizia che da qualche parte del mondo qualcuno viene imprigionato, torturato o ucciso perché le sue opinioni o la sua religione sono inaccettabili al suo governo. Il lettore del giornale sente un nauseante senso di impotenza. Ma se questi sentimenti di disgusto ovunque nel mondo potessero essere uniti in un’azione comune qualcosa di efficace potrebbe essere fatto»
Così iniziava la lettera che l’avvocato inglese Peter Benenson inviò al quotidiano britannico “The Observer”, a sostegno di due studenti portoghesi, che furono condannati a sette anni di reclusione per aver fatto un brindisi augurale in nome della libertà, durante il periodo del regime dittatoriale di Antonio de Oliveira Salazar.  
La richiesta di Benenson ai lettori era di scrivere altre lettere a sostegno degli studenti.
La campagna nata in seguito fu vastissima e vide la costituzione, in una dozzina di paesi, di gruppi che sostenevano la causa dei due giovani portoghesi imprigionati. L’azione di Amnesty al giorno d’oggi rimane pressoché la stessa: accertare con accuratezza eventuali abusi e violazioni dei diritti umani, attraverso ricerche sistematiche, e denunciarli rendendo pubblici i risultati di tali analisi, sensibilizzando l’opinione pubblica a fare pressione sui governi allo scopo di porre fine a questi abusi. Inoltre, ai governi viene richiesto di rispettare la sovranità della legge e di ratificare ed attuare gli atti sulla protezione internazionale dei diritti umani.


Dalla collaborazione tra Amnesty International e il Corriere della Sera nasce Le persone e la dignità, un blog sui diritti umani. Obiettivo comune è tenere lo sguardo fermo su quello che succede nel mondo, tra grandi crisi internazionali e fatti quotidiani nelle nostre città. Dalla libertà d’espressione al rischio di genocidi in luoghi dimenticati, dal traffico illegale d’armi alle violenze domestiche. Raccontando le storie di attivismo, coraggio e resistenza.

Perché la candela accesa da Peter Benenson 50 anni fa resti un piccolo faro per chi naviga e combatte le ingiustizie.

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